Microsoft: dal minimo di giugno al rimbalzo, cosa resta nel prezzo

Microsoft: dal minimo di giugno al rimbalzo, cosa resta nel prezzo — copertina DoppioMinimo.com
Titolo Microsoft (NASDAQ: MSFT) — ISIN US5949181045
Posizione nella selezione del 25/09/2026 2° su 87 titoli ammessi, punteggio 82,3/100
Prezzo — 24/09/2026 497,93 $; massimo a 12 mesi 542,07 $ (28/10/2025), minimo 352,83 $ (25/06/2026)
Performance −1,8% in 12 mesi; +41,1% in 3 mesi
Q4 FY2026 (aprile-giugno, pubblicato il 29/07) Ricavi 90,0 mld $ (+18%); utile operativo 40,6 mld $; Azure +43%; portafoglio ordini commerciale 678 mld $ (+84%)
Investimenti Capex del trimestre 41 mld $ inclusi i leasing; indicazione per l’anno solare 2026 circa 175 mld $
Consenso — 25/09/2026 55 analisti, target medio 577,26 $ (forchetta 440–870 $), potenziale +15,9%
Valutazione P/E sulle stime a 12 mesi 21,0 contro una media storica di 33,7; dividendo trimestrale 0,98 $ (+8%)
Prossima trimestrale 28 ottobre 2026 (data stimata, non confermata)

In dodici mesi Microsoft ha fatto quasi esattamente zero: 507,03 dollari il 25 settembre 2025, 497,93 il 24 settembre 2026. Dentro quello zero c’è però uno dei cicli più violenti della sua storia recente, un calo del 35% dal massimo seguito dal maggior rialzo giornaliero mai registrato dal titolo. È questo percorso che oggi lo porta al secondo posto della mia selezione quantitativa, con un punteggio di 82,3 su 100. Il titolo è entrato nella selezione quantitativa che aggiorno ogni giorno su un universo di oltre 550 azioni globali: un punteggio da 0 a 100 costruito su cinque pilastri (fondamentali, tecnica, consenso degli analisti, revisioni delle stime, convergenza delle fonti), con filtri che escludono i titoli sotto la media mobile a 200 sedute e sotto 1 miliardo di capitalizzazione.

Microsoft ottiene 92 su 100 sui fondamentali e 91 sulla tecnica, grazie al recupero degli ultimi tre mesi e all’incrocio al rialzo della media a 50 sedute sopra quella a 200. Il punto più interessante però è un altro: è l’unico dei primi tre titoli che tratta a un multiplo nettamente inferiore alla propria media storica.

Microsoft: grafico del prezzo di chiusura nell’ultimo anno
Microsoft, chiusure giornaliere dal 25/09/2025 al 24/09/2026 e media mobile a 50 sedute. Fonte: EODHD, elaborazione DoppioMinimo.com.

Perché il mercato l’aveva abbandonata

Il massimo in chiusura dell’ultimo anno è del 28 ottobre 2025, a 542,07 dollari. Da lì il mercato ha cominciato a fare i conti con una domanda semplice: quanto rende la montagna di investimenti in data center per l’intelligenza artificiale? Il 29 gennaio 2026, dopo la trimestrale di dicembre, il titolo ha perso il 10% in un giorno, il calo più ampio dal marzo 2020, perché il capex era salito a 37,5 miliardi nel trimestre, la crescita di Azure rallentava e quasi metà del portafoglio ordini dipendeva da OpenAI.

Il 27 aprile Microsoft e OpenAI hanno rinegoziato l’accordo: la licenza sulla proprietà intellettuale non è più esclusiva e OpenAI può usare altri cloud, pur restando Azure il fornitore primario. Tre giorni dopo il titolo ha perso quasi il 4% quando l’indicazione di capex per l’anno solare 2026 è salita a 190 miliardi. Giugno è stato il mese peggiore dal dicembre 2000, con un calo di circa il 19% e un minimo in chiusura di 352,83 dollari il 25 giugno, circa il 35% sotto il massimo.

La trimestrale che ha cambiato il racconto

Il 29 luglio i conti del trimestre aprile-giugno hanno ribaltato la lettura. Ricavi per 90,0 miliardi di dollari, in crescita del 18%, contro 87,6 attesi; utile operativo per 40,6 miliardi, circa il 45% dei ricavi; Azure in crescita del 43%, con il cloud che ha superato per la prima volta i 100 miliardi di ricavi nell’esercizio. Il portafoglio ordini commerciale è salito a 678 miliardi, più 84% sull’anno; anche escludendo gli impegni di OpenAI la crescita sarebbe stata del 25%. Microsoft 365 Copilot ha superato i 30 milioni di licenze a pagamento.

Il giorno dopo il titolo è salito del 15,5%, da 390,54 a 451,10 dollari, il più ampio rialzo giornaliero della sua storia. Il 3 agosto Goldman Sachs lo ha inserito nella sua lista di massima convinzione sugli Stati Uniti, con un target di 640 dollari. Il capex non è sceso: il trimestre ne ha assorbiti 41 miliardi inclusi i leasing, e l’indicazione per il 2026 è di circa 175 miliardi, una cifra più bassa dei 190 di aprile solo perché è cambiato il modo di contabilizzare vita utile dei data center e leasing. Quello che è cambiato è che la spesa ha cominciato a vedersi nei ricavi.

Il nodo del flusso di cassa

Il rischio vero non è nella crescita ma nella cassa. Nell’esercizio chiuso a giugno Microsoft ha investito circa 116 miliardi in immobilizzazioni, l’80% in più dell’anno precedente, e il flusso di cassa libero è sceso a circa 67 miliardi, in calo del 6,5%. Per un titolo che il mercato ha sempre pagato come una macchina da cassa, è un cambio di natura: la società somiglia più di prima a un’utility dell’intelligenza artificiale, con investimenti pesanti e ritorni distribuiti su molti anni. La guidance del primo trimestre del nuovo esercizio indica capex oltre i 50 miliardi e Azure ancora in crescita del 44–45% a cambi costanti: per ora domanda e investimenti corrono insieme.

Restano due fronti regolamentari: l’indagine della FTC americana su cloud, licenze e intelligenza artificiale, e l’indagine europea che deve stabilire entro novembre se Azure vada trattato come «gatekeeper» ai sensi del Digital Markets Act. E resta OpenAI, di cui Microsoft detiene circa il 27%: la fine dell’esclusiva riduce la dipendenza in entrambe le direzioni, ma una parte rilevante del portafoglio ordini resta legata a un solo cliente.

La mia view

Microsoft è nella selezione per la ragione giusta. Tratta a circa 21 volte gli utili attesi a 12 mesi contro una media storica di quasi 34, con un consenso di 55 analisti che indica un target medio di 577,26 dollari, il 15,9% sopra il prezzo del 24 settembre. È il profilo di un titolo di qualità che il mercato ha rivalutato solo in parte: la crescita è tornata, il multiplo no.

Non va però dimenticato che il recupero degli ultimi tre mesi vale oltre il 40% e che la parte facile è stata fatta. Da qui il titolo ha bisogno che il ciclo degli investimenti produca rendimenti visibili nel flusso di cassa, non solo nei ricavi. Il prossimo esame è la trimestrale attesa per fine ottobre, e l’indicatore che guarderei è il rapporto tra crescita di Azure e capex, più che l’utile per azione. In un portafoglio privato lo considero una posizione «core» sul tema tecnologico, con un rapporto tra rischio e rendimento oggi più equilibrato dei nomi puri dell’infrastruttura AI, ma non più l’occasione che era a giugno.


Fonti e date di rilevazione. Prezzi, performance, massimi e minimi: EODHD, chiusure giornaliere dal 25/09/2025 al 24/09/2026, elaborazione dell’autore. Risultati Q4 FY2026: comunicato Microsoft del 29 luglio 2026 e Microsoft Investor Relations; attese di consenso: Investing.com, 29-30 luglio 2026; portafoglio ordini ex OpenAI: TradingKey, 29 luglio 2026; capex e cambio contabile: CFO Dive, fine luglio 2026, e Directions on Microsoft, 30 luglio 2026; guidance Q1 FY2027: 8-K SEC e Quartz, 2-3 settembre 2026. Calo del 29 gennaio 2026: Fortune, 28 gennaio 2026, e TrendSpider, 29 gennaio 2026. Accordo con OpenAI: OpenAI, 27 aprile 2026. Capex 190 mld e reazione del 30 aprile: Yahoo Finance, 30 aprile 2026. Mese di giugno: Upstox, 8 luglio 2026. Rialzo del 30 luglio: Yahoo Finance, 30 luglio 2026. Goldman Sachs: TheFly via TipRanks, 3 agosto 2026. Flusso di cassa e capex FY2026: 24/7 Wall St, 21 settembre 2026. Dividendo: Microsoft, 15 settembre 2026. FTC: US Cloud, 10 febbraio 2026; indagine UE: EUobserver, 7 maggio 2026. Target medio, numero di analisti, P/E prospettico e punteggi: selezione quantitativa dell’autore del 25 settembre 2026 su dati MarketScreener; altre fonti riportano un target medio di 556,42 $ (FMP) e 572,92 $ (24/7 Wall St) e un P/E prospettico di 25. La data della prossima trimestrale è una stima.

Andrea Angelini

Disclaimer. Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce ricerca in materia di investimenti ai sensi della Direttiva 2014/65/UE (MiFID II), né consulenza finanziaria, raccomandazione personalizzata o sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le opinioni espresse sono personali dell’autore e non impegnano in alcun modo l’intermediario di appartenenza. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Prima di assumere qualsiasi decisione di investimento si raccomanda di valutare la propria situazione patrimoniale, gli obiettivi e la tolleranza al rischio, avvalendosi del proprio consulente. A cura di Andrea Angelini, Global Wealth Advisor.